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20.06.2006 - BELLUNO - Abbiamo ricevuto e volentieri
pubblichiamo, quale elemento di riflessione per tutti, la nota
che un collega ha inviato al Dirigente Provinciale, poiché
fornisce un significativo spaccato di quello che è, oggi, la
formazione nel Corpo Nazionale. La materia è il corso di
istruttore TPSS, presso Montelibretti. (AF)
Il
sottoscritto..... in servizio presso.....,
vuole, come da Lei richiesto, chiarire i
motivi che mi hanno portato a rinunciare al corso di formazione
per istruttori TPSS. Avevo
deciso di frequentare tale corso con l’obiettivo di crescere
professionalmente e con una certa ambizione personale, lo
scopo era quello che una volta raggiunto il risultato avrei
avuto le capacità di trasferire le mie conoscenze in materia
ai colleghi vigili. Frequentando la prima settimana di corso
ho avuto invece la sensazione
che lo scopo principale non era quello di essere un buon
formatore dal punto di vista delle conoscenze in materia, ma
piuttosto l’obiettivo mi è sembrato quello di creare un gruppo
di istruttori omologati e che recitano una parte. Istruttori
che non prendono neanche il caffè con i propri discenti, con
una rigidità di formazione e di comportamento che non mi si
addice. Non credo che un vigile di quaranta anni e quattordici
di servizio
possa in una settimana cambiare il proprio
modo operandis, e nemmeno stravolgere la sua personalità,
quello che fa un buon pompiere istruttore non è certo la
formalità nell’esposizione
di una slide, ma è la passione
che si porta dentro. Temo che la rigidità del corso con una
percentuale di non idonei al termine dello stesso che si
aggira, da quanto ho potuto appurare intorno al 40% non sia
una buona cosa, le persone vanno formate e crescono con il
tempo, ognuno elabora con modalità e tempistica diversa, ma
non per questo è meno efficace. Tutto questo mi ha portato con
non poca difficoltà a rinunciare al corso in oggetto, ma è
troppo distante dal mio pensiero, sono rimasto deluso da come
è concepito e strutturato, (50% del corso è in mano ad uno
psicologo). La ringrazio per l’opportunità che mi ha dato di
chiarire il motivo della rinuncia.
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