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25.07.2006 - MATERIE E FORME DI
PARTECIPAZIONE SINDACALE
Ieri,
24 luglio, presieduta dalla Dott.ssa Di Maro, si è
tenuta la prevista riunione sul sistema delle relazioni
sindacali. Ebbene, gli esiti non sono stati per nulla
confortanti, anzi, confermano tutti gli elementi di
contrarietà che abbiamo sempre sostenuto. In estrema
sintesi, l’ipotesi di accordo presentatoci
dall’Amministrazione, comunque monca rispetto al modello
precedente (per esempio, è completamente sparita la
contrattazione), traccia un sistema di relazioni
partendo dal decreto 217, la cui impostazione,
nonostante tutte le OO.SS. abbiano ribadito la volontà
di apportare pesanti modifiche, rimarrebbe
sostanzialmente inalterata. Non è quanto, in particolare
da parte della CGIL, era stato chiesto, tanto meno ci è
sembrato che l’approccio fosse in linea con le
assicurazioni fornite, nella precedente riunione, dal
Sottosegretario, sulla necessità di strutturare, sul
piano del metodo, un sistema di relazioni finalizzato,
non all’applicazione del 217 tout-court, ma alla sua
revisione. Come era ampiamente prevedibile e con buona
pace di coloro che, tuttora, apprezzano una simile
riforma, il vertice prefettizio del Dipartimento non
intende assolutamente rimettere in discussione un
provvedimento che relega il Sindacato ad un ruolo di
comprimario e consente una direzione
politico-amministrativa del Corpo verticistica ed
unilaterale. D’altra parte, ci si passi la metafora,
proprio perché “chiudere la stalla, quando i buoi sono
già scappati”, non ha alcun senso, abbiamo continuato a
ribadire - e continueremo a farlo - la necessità di
abrogare la norma in parola e in subordine - ma solo se
il Governo manifestasse la sua indisponibilità in tal
senso, motivandola dettagliatamente - l’altrettanto
inderogabile necessità di modificare l’impianto della
252, ovvero, di riscrivere il 217 che la attua con
modalità tali da riconsegnare alle Parti Sindacali il
ruolo e la dignità che gli competono. Ci sembrava di
essere stati chiari, ma, evidentemente, non c’è peggior
sordo di chi non vuol sentire, pertanto rammentiamo per
l’ennesima volta il nostro punto di vista: l’accordo sul
sistema della relazioni sindacali, ammesso ci sia la
volontà politica di farlo, deve sostanzialmente
affermare che, nelle more di una modifica all’art.2
della legge 252/04 e di una riscrittura radicale del
217, l’applicazione di singole parti di quest’ultimo,
qualora ritenute urgenti, deve prevedere una discussione
di merito approfondita e con il sistema di
partecipazione sindacale sancito dai precedenti
contratti. (Adriano Forgione) |