|
27.09.2006 - ROMA - A PROPOSITO DI ACCORDO SULLE
RELAZIONI SINDACALI
La
FP-CGIL VVF, in data 26 settembre 2006, ha sottoscritto
il protocollo d’intesa sulle relazioni sindacali, pur
non reputandolo particolarmente soddisfacente, per le
ragioni che abbiamo puntualmente evidenziato nella nota
a verbale allegata allo stesso.
Abbiamo deciso di aderire all’accordo in parola, anche
dopo le numerose sollecitazioni da parte dei nostri
quadri e dirigenti territoriali, per meglio monitorare -
e contrastare, laddove necessario - l’attuazione di
provvedimenti che confermano tutti gli elementi negativi
prodotti dalla legge di riforma 252/04 e, peggio ancora,
dal decreto 217/04 che la applica.
In tal senso e non a caso, vista l’evidenza dei fatti,
abbiamo tentato di inserire nel testo dell’accordo un
preambolo di natura squisitamente politica, ovvero,
l’assunzione formale, almeno da parte sindacale,
dell’impegno di sollecitare il Governo ed il Parlamento
affinché si proceda, quanto meno, con la modifica
dell’art.2. della L.252/04.
Ovviamente, non con i soliti intenti “rivoluzionari” di
cui spesso ci accusano, ma solo al fine di recuperare
alla contrattazione tutte le materie previste dai
precedenti contratti di lavoro, così come di recuperare
un sistema di partecipazione sindacale, tale da
restituire maggior potere negoziale alle rappresentanze
delle lavoratrici e dei lavoratori, ovvero, per poter
incidere adeguatamente anche e soprattutto nella
profonda revisione del decreto 217/05.
Ebbene, se da un lato abbiamo registrato segnali di
apertura, ancorché timidi, da parte, paradossalmente,
proprio del vertice amministrativo e politico del
Dipartimento VVF, dall’altro, abbiamo riscontrato una
chiusura incomprensibile, quanto ingiustificabile, da
parte di quelle OO.SS. che hanno sostenuto la riforma e
che - nonostante nulla di quanto era stato auspicato, se
non promesso, si stia avverando - continuano,
imperterriti, ad apprezzarla.
La nota a verbale che abbiamo allegato all’accordo ci
sembra abbastanza esplicativa delle nostre motivazioni,
tuttavia, ci vorremmo ulteriormente soffermare su un
singolo, ma significativo aspetto:
se un’Organizzazione Sindacale rinuncia
deliberatamente a combattere per affermare il proprio
ruolo e la propria forza contrattuale, come pensa di
tutelare i diritti dei propri associati? Con quali
modalità, con quali strumenti?
Infine, ci chiediamo,
sommessamente, quali altri segnali servono per decidere
di dare ancora più forza e consenso alla CGIL:
iscriversi significa inchiodare alle proprie
responsabilità, pure sul piano dei numeri, tutti coloro
che non si sono opposti e non si oppongono a questa
deriva e che, nonostante l’evidenza dei fatti, ancora
oggi sostengono gli effetti benefici di una riforma, dei
quali, francamente, non si trova alcuna traccia, né sul
piano economico, né su quello professionale, tanto meno
sul servizio. (Adriano Forgione)
Protocollo di intesa sulle relazioni sindacali; nota a
verbale FP-CGIL VVF
|