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19.04.2007 - ROMA - Ma i Pompieri sono parte del
Pubblico Impiego, oppure no?
Come certamente già
saprete, ieri CISL e UIL Vigili del Fuoco hanno
dichiarato lo stato di agitazione, malgrado su tale
iniziativa la FP-CGIL VVF avesse fatto pervenire alcune
sommesse osservazioni.
Sia chiaro, non abbiamo alcuna intenzione di obiettare
sulle legittime ed autonome iniziative di altre OO.SS.,
tuttavia, al fine di evitare malintesi e
strumentalizzazioni, crediamo sia utile, per tutte le
colleghe ed i colleghi, fare un minimo di chiarezza
sull'intera vicenda.
Il giorno 4 aprile u.s.,
CGIL CISL UIL VVF avevano aderito allo sciopero generale
del 16 aprile proclamato dalle Federazioni CGIL CISL e
UIL del Pubblico Impiego e, in quel contesto, avevano
anche rivendicato una maggiore attenzione del Governo
sulle altre specifiche priorità del Corpo Nazionale
(allegato 1);
il giorno 13 aprile u.s., CGIL CISL e UIL VVF, sempre in
sintonia con le Federazioni, avevano sospeso lo sciopero
in attesa di valutare i contenuti della direttiva
generale sui contratti, ma avevano mantenuto attivo
lo stato di agitazione, confermando tutti gli elementi
di contrarietà rispetto alle specifiche problematiche
della Categoria
(allegato 2);
il giorno 17 aprile, il segretario generale della
Federazione CISL chiedeva alla CGIL ed alla UIL VVF di
aderire alla proclamazione di un ulteriore stato di
agitazione, ma motivato da esclusive problematiche del
Corpo
(allegato 3);
il giorno 18 aprile, il coordinatore nazionale
FP-CGIL VVF esponeva ai colleghi di CISL e UIL,
in via interlocutoria, alcune osservazioni sulle
quali restava in attesa di riscontro
(allegato 4);
il giorno 18 aprile, senza ulteriori contatti con la
FP-CGIL VVF, CISL e UIL dichiaravano lo stato di
agitazione.
19 aprile 2007, la notte
ha portato consiglio e ci ha suggerito una riflessione:
la confusione del quadro generale e le difficoltà che da
essa si generano sono sotto gli occhi di tutti. Lo
testimoniano i comportamenti irrazionali del Governo,
sia sul fronte delle direttive contrattuali, sia sugli
impegni assunti con l'intesa sul lavoro pubblico e sulla
riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche.
Non crediamo che svincolare i Vigili del Fuoco da un
approccio complessivo sia utile e possa produrre
particolari risultati; anzi, è proprio pretendendo di
compartecipare ad un processo di riforma teso - così
come afferma, appunto, il memorandum - a misurare ed
incentivare la qualità dei servizi ed a valorizzare la
professionalità di lavoratrici e lavoratori, che anche i
Vigili del Fuoco possono trovare le risposte che cercano
e di cui hanno vitale bisogno. Non servono inutili e
pretestuose scorciatoie, ma un tavolo con il Governo nel
quale, una volta riaffermata con chiarezza la valenza
sociale del servizio e configurato un modello
organizzativo mirato alla protezione dei cittadini ed
alla salvaguardia del territorio, programmare un
adeguato potenziamento delle dotazioni organiche (a
partire da copertura del turn over e stabilizzazione del
precariato), un aumento delle risorse in bilancio, una
efficace valorizzazione retributiva e previdenziale del
personale. Stupisce ed amareggia constatare come non si
voglia comprendere che isolare il Corpo dai temi
generali produrrà solo ulteriori derive negative; ciò, a
maggior ragione, visti gli esiti evidenti dell'ultima
scorciatoia intrapresa, la riforma prodotta con la legge
252 e con il decreto 217: il Corpo continua a mancare
dall'agenda delle priorità politiche, è aumentato il
disagio del personale, si sono accresciute le difficoltà
funzionali ed organizzative, è peggiorato il servizio ai
cittadini. Gli strumenti per invertire la tendenza ci
sono, è solo necessario che il Governo onori gli impegni
assunti sui Contratti e sul memorandum: se la ritrovata
vena combattiva dei nostri partner confederali si
colloca in questo contesto - ma questa vicenda sembra
testimoniare il contrario - oltre all'opportunità di
concretizzare buoni risultati, sarà molto più semplice
ritrovare quello spirito unitario che manca da tempo e
di cui tutta la Categoria sente sempre più il bisogno.
(Adriano Forgione) |