24.01.2007 – ROMA – RIUNIONE DEL
COORDINAMENTO NAZIONALE FP-CGIL VVF
Una
numerosa e partecipata presenza dei delegati nazionali
ha segnato in modo inequivocabile l’importanza di questo
appuntamento e degli argomenti nello stesso
sviluppatisi, a partire dalla relazione iniziale del
Coordinatore Nazionale, compagno Adriano Forgione, alla
qualità del dibattito che ne è conseguito - grazie alle
compagne ed ai compagni provenienti dal territorio - ed
alle conclusioni della Segretaria Nazionale, compagna
Franca Peroni. Non poteva essere diversamente!
Innanzitutto, le misure contenute nella finanziaria
hanno dato una risposta parziale ed incerta alle
richieste avanzate con la mobilitazione nazionale
unitaria CGIL CISL UIL VVF del 6 dicembre u.s. In
particolare, sul problema degli organici, l’unica
certezza per il 2007 è il modesto finanziamento di 600
unità operative, mentre sono ancora indefiniti tempi e
modalità dei concorsi per l’assunzione di 1021 unità nei
ruoli del Corpo, autorizzati la settimana scorsa con
apposito DPCM., così come sono altrettanto indefinite le
risposte in materia di stabilizzazione dei
discontinui/precari. Una situazione - come hanno
sottolineato diversi interventi - ancor più grave a
fronte delle ulteriori carenze, già determinatesi ed in
itinere, quale conseguenza dell’istituzione della
qualifica degli ispettori - esorbitante nei numeri e,
oltre tutto, vuota nei contenuti - e della loro
sottrazione, senza alcuna contro misura,
dall’organizzazione del soccorso. Sia chiaro, questo
citato è solo uno degli innumerevoli esempi - si pensi
anche ai concorsi straordinari per il SATI - di quanto
la riforma sia palesemente inadeguata, tanto da indurre
la FP-CGIL VVF ad una opposizione che non è mai venuta
meno, nemmeno con la compagine politica di centro
sinistra al Governo ed ai nuovi vertici del Ministero
dell’Interno, a maggior ragione, poiché continuano a
mancare segnali di forte discontinuità rispetto alla
passata legislatura. Anzi, nonostante l’evidenza, si
continua a cercare di attuare un provvedimento le cui
negatività, come si è dimostrato, non sono certo
sanabili nemmeno attraverso la pratica della
concertazione. Né ci ha particolarmente tranquillizzato
constatare - giusto per fare un esempio, dopo la recente
nomina dei dirigenti generali del Corpo - come sembra persistere
una sorta di veto - comprensibile con la destra al
Governo, ma ugualmente inaccettabile - nei confronti di
quei dirigenti, e non solo di area CGIL, schieratisi
apertamente contro la "riforma", i quali, pur avendo dalla
propria anzianità, titoli, qualità, competenza,
continuano a dover affrontare un percorso di carriera
irto di ostacoli e difficoltà spesso pretestuosi: si
teme forse che possano disturbare anche i nuovi
manovratori? A
fronte di tutto ciò il Coordinamento ha espresso, in
modo quasi unanime, un giudizio fortemente negativo nei
confronti della politica, soprattutto nei confronti dei
soggetti che solo ieri, quando erano all’opposizione,
manifestavano la loro solidarietà ed il loro sostegno
nei confronti della battaglia che stavamo conducendo
contro la legge 252 e contro il decreto 217, mentre
oggi, se si esclude qualche timido segnale della
“sinistra radicale”, si distinguono solo per il loro
rumorosissimo silenzio e per il loro disinteresse. E’
lecito ipotizzare che - così come avvenne nella vicenda
legata all’Agenzia di Protezione Civile - gli interessi
dei moderati del centro sinistra, di certa burocrazia
ministeriale e di certe OO.SS. sembra impediscano ai
Pompieri di essere adeguatamente valorizzati ed al Paese
di avere un servizio adeguato alle proprie necessità?
Con simili condizioni, il Coordinamento Nazionale ha
segnalato a più voci la propria preoccupazione ed ha
ribadito con forza che non ci potrà essere alcun
cedimento, laddove non venga restituita piena dignità ai
lavoratori ed alle lavoratrici, meglio ancora in un
modello organizzativo compatibile con i compiti e le
funzioni di chi eroga un servizio sociale ai cittadini,
si tratti di prevenzione, di soccorso, o di protezione
civile.
In tal senso, trovando nel memorandum
d’intesa sul lavoro pubblico, siglato il 18 gennaio u.s.
tra Governo, Confederazioni e Categorie, elementi di
apertura e novità, l’assemblea ha espresso il convinto
apprezzamento per l’accordo in parola, vedendo nello
stesso la possibilità di affrontare, anche per i Vigili
del Fuoco, una seria discussione che, partendo dalla
qualità del servizio da erogare, riveda il modello
organizzativo del Corpo, ne valorizzi le
professionalità, dirigenza compresa, attraverso
strumenti oggettivi e condivisi di valutazione ed
attraverso i vari livelli contrattuali. In conclusione,
da un lato, il Coordinamento ha chiesto a gran voce che
la questione dei Vigili del Fuoco torni prioritaria
nell’agenda politica, pertanto, nei prossimi giorni
verrà promossa un’iniziativa di forte impatto mediatico
e di denuncia, non solo verso i mass-media, ma anche
verso gli esponenti dell’attuale maggioranza, delle
condizioni in cui versa il Corpo e di cosa intendano
fare per arrestare questa deriva insopportabile;
dall’altro, ha individuato nella piattaforma
contrattuale lo strumento per recuperare, laddove altre
strade si rivelassero impercorribili, quanto si è perso
con la collocazione nell’alveo del diritto pubblico,
così come anche una valorizzazione professionale ed
economica maggiormente adeguata alle competenze
richieste, spesso associati a forti elementi di disagio
e di rischio lavorativo. |